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Maurizio Colona
News Inserito il 30 ottobre 2005 alle 11:37:00 da gianni.liuzzi.| Stampa

Fra i pianti e lacrime di parenti, amici e conoscenti, ieri, è stato accompagnato per il suo ultimo viaggio Maurizio Colona di 33 anni. Anche lui giovane, anche lui suicida, anche lui di Taurisano.

Giovane studente universitario in giurispudenza a Roma. Aveva già il biglietto in tasca per partire, per ritornare all'università, per studiare o per dare qualche esame,e proprio negli studi sembra ricondursi il motivo che lo ha portato all'insano gesto,  irrimediabile, senza ritorno, di togliersi la vita.


Così intorno alle 6,30 del mattino di  venerdì 28 ottobre, i genitori mentre scendevano per andare nei campi, hanno trovato il suo corpo, vicino alle scale, ed hanno allertato subito il 118, che non ha potuto fare altro che constatare la morte.

Ciao Maurizio.

Non lo conoscevo, se non di vista. Rispetto la persona dal punto di vista umano e non conosco i travagli interni, che pure ci debbono essere stati e che l'hanno portato a questo punto, ma non condivido il suo gesto.

Ora anche lui fa parte di quei giovani che, in questo paese, invece di reagire o di ribellarsi hanno deciso di farsi male da soli.

A noi tocca comprendere dove sbagliamo.

Ciao Maurizio.

Riporto dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 29.10.2005

In nove anni 12 tragedie
TAURISANO Tra il 1996 ed il settembre del 2003, ben undici persone si sono suicidate a Taurisano. Di esse, nove erano ragazzi e ragazze di età compresa fra i 16 ed i 28 anni. L'ultimo suicidio riguarda una ragazza di soli 18 anni, ed è appunto datato settembre di due anni fa. Poi, per due anni, nessuna morte così concepita ha turbato la comunità taurisanese. Che per tutte quelle morti, si è interrogata per mesi, perché a un certo punto, qualcuno aveva pure avanzato l'ipotesi che il malessere fosse all'interno del paese e non già nelle singole case. Molti si sono messi per così dire l'anima in pace, altri ancora oggi continuano a interrogarsi. Ed il suicidio di ieri mattina, non potrà che accrescere gli interrogativi. Il trentenne pare si sia ucciso perché non riusciva a laurearsi, e per questo probabilmente deve aver pensato di aver illuso quanti quella laurea si aspettavano da lui. I nove giovani, invece, si sono tolti la vita per motivi sentimentali o perché non avevano un lavoro. La speranza, ora, è che come era avvenuto negli anni passati, non scatti di nuovo l'emulazione.

29/10/2005

 

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Commenti
9 Commenti
Inserito il 31 ottobre 2005 alle 08:28:08 da Betty.  0/5

Sarà forse un senso di emulazione a portare alla morte questi giovani?
Inserito il 31 ottobre 2005 alle 15:21:13 da Alice.  0/5

spero cmq ke sia finita, se si tratta di emulazione. Ragazzi ricordiamoci ke c'è sempre una via d'uscita.
Inserito il 31 ottobre 2005 alle 16:53:26 da nini.  0/5

ragazzi cercate di affrontare la vita,lo so che non è facile pero`c`è sempre una via,se a volte vi capita di sentirvi soli girate l`angolo troverete sempre qualcuno che vi aiuta.Non so perchè succedono cose del genere non abbattetevi si trova sempre una soluzione
Inserito il 31 ottobre 2005 alle 19:07:59 da bruno.nihil.  0/5

MANNAGGIA LA MISERIA RAGAZZI LA VITA E' UN DONO DI DIO, E' UN BENE PREZIOSO, POSSIBILE CHE NON SI RIESCE A CAPIRLO????

MI DISPIACE PER MAURIZIO E PER TUTTI GLI ALTRI, SONO SCONCERTATO, MA NON CONDIVIDO ASSOLUTAMENTE QUESTI GESTI INSANI!!!!!

Inserito il 31 ottobre 2005 alle 19:49:01 da ZiPz.  0/5

Intervengo solo per dire che sono d'accordo con <nini> e <bruno.nihil> ed aggiungo però, che è inutile cercare il perchè dell'insano gesto di Maurizio, solo chi vive a Taurisano ed ha occhi per vedere e orecchie per sentire, forse, potrebbe avere una risposta.    Mi sbaglierò?  

Inserito il 31 ottobre 2005 alle 19:57:15 da ZiPz.  0/5

SE PUO' SERVIRE....... LEGGO NEL WEB E RIPORTO PARI PARI (UNO PSICOLOGO):

Il suicidio non è quasi mai una decisione improvvisa. Poche persone, se non hanno qualche disturbo psichiatrico grave o si trovano a vivere in circostanze estreme, si suicidano in preda ad un raptus di disperazione. In genere, il suicidio è il punto di arrivo di un itinerario mentale lungo e tortuoso, che comporta decisioni, indecisioni e decisioni contrarie a quelle prese in precedenza. La persona che sta meditando di togliersi la vita, attraversa le fasi che descriverò di seguito.

La morte viene immaginata positivamente.
In questa fase, la persona che sta male comincia a prendere in considerazione l'idea di porre fine alla sua esistenza. Non c'è una vera intenzione di suicidarsi, ma il suicidio è preso è in considerazione come una possibile soluzione ai propri problemi. Il suicidio viene visto come una specie di ultima opzione da utilizzare nel caso la propria situazione diventasse insopportabile. In questo modo, l'aspirante suicida comincia a familiarizzarsi con l'idea della propria morte, che viene vista in chiave positiva. La morte non fa più paura e il pensiero di porre fine alla propria esistenza diventa capace di portare conforto e sollievo. In questa fase, possono comparire delle fantasie romantiche sulla propria morte. Si immagina di suicidarsi in maniera quasi "romanzata", da "poeta maledetto"

Si valutano vantaggi e svantaggi del suicidio
Nella seconda fase, l aspirante suicida comincia a prendere seriamente in considerazione l'idea di uccidersi. La persona depressa si trova a combattere contro sentimenti ambivalenti , fra la voglia di vivere e quella di morire, fra disperazione e speranza.

Decisione di porre fine alla propria esistenza.
Nella terza fase, l'aspirante suicida ha maturato la decisione di sopprimersi. Spesso, è deciso ad andare fino in fondo, ma, in molti casi, l' istinto di sopravvivenza ha la meglio e all' ultimo minuto, l'aspirante suicida torna sui suoi passi.

Ma quali sono i motivi che spingono una persona normale a desiderare la morte?
Alcuni suicidi sono persone che soffrono di gravi disturbi psichiatrici, altri scelgono il suicidio perché sono anziani, soli e/o gravemente malati. Tuttavia, moltissimi suicidi sono commessi da persone giovani e sane, che soffrono di depressione. Descriverò di seguito alcune delle motivazioni più comuni.

Il suicidio per motivi esistenziali
Alcune persone non riescono a trovare un senso alla propria esistenza, niente le appassiona o le emoziona più. Non si sentono depresse, semplicemente si sentono vuote e spente. Apparentemente hanno una vita normale o addirittura soddisfacente, ma dietro la maschera di normalità, si nasconde una profonda insoddisfazione. Queste persone non credono più in niente e in nessuno: si sentono ciniche, disincantate, senza più sogni. La vita non è più un dono prezioso ma è un vano agitarsi prima della morte. La loro esistenza non è che una morte vivente e allora perché non affrettare l'inevitabile, risparmiandosi la fatica di vivere? In questo caso, anche se non c'è una depressione conclamata, la persona che pensa al suicidio, vive in uno stato di silente disperazione. L'impossibilità di trovare un senso alla propria esistenza, la noia continua , l'incapacità di amare sono problemi gravi che mascherano una profonda depressione. Ma, mentre nella depressione classica rimane un anelito di protesta e di ribellione verso la propria situazione, in questo caso l' aridità della propria esistenza viene accettata come l'emblema della condizione umana. La persona in questo stato non soffre più, perchè non si lascia più coinvolgere in niente, non si sente più delusa, perché non spera più niente.

Il suicidio dettato dalla disperazione.
In questo caso la persona che medita il suicidio, è in uno stato di disperazione. Ha subito un trauma, ha perso una persona cara, ha avuto una delusione in settore su cui aveva puntato tutta la sua esistenza. Viste dall'esterno, queste delusioni possono sembrare, in molti casi, banali: molti giovani si suicidano per una bocciatura a scuola, per una delusione sentimentale o d' amicizia. Ovviamente, quello che conta non è tanto l'evento in sé, ma il significato che questo evento assume per la persona che sta male. Perciò, può succedere che quello che agli occhi del mondo può apparire come un piccolo insuccesso, abbia un effetto devastante sull' autostima in costruzione del giovane. Un fallimento scolastico diventa allora la prova che si è dei falliti, una delusione d'amore diventa la prova che si ha un carattere poco amabile e che nessuno potrà mai amarci. Si può essere depressi, anche senza che ci sia stato un evento esterno scatenante. Alla base di molte depressioni c'è la mancanza d'amore : chi prende in considerazione il suicidio, sente che a nessuno importa se lui vive o muore. La persona depressa fa un bilancio totalmente negativo della sua esistenza che non offre nessun prospettiva di miglioramento : il futuro sarà orribile come il presente o anche peggio. Il suicidio appare, allora, come l'unico mezzo per porre fine alle proprie sofferenze che vengono vissute come intollerabili. Alcune volte, il suicidio può avere delle motivazioni "altruistiche": chi si toglie la vita, è sinceramente convinto di essere un fallito e di aver deluso le aspettative degli altri. E' persuaso di essere un peso per i propri cari ed è convinto che gli altri starebbero meglio senza di lui o di lei.

Il suicidio come vendetta.
Spesso le persone che pensano al suicidio non si sentono amate e considerate. Il suicidio diventa l'unico modo per essere finalmente visti e apprezzati dalle persone che li circondano. L'aspirante suicida è convinto che solo con un gesto estremo come quello di togliersi la vita, potrà far sì che gli altri si accorgano finalmente di lui. Il suicidio diventa un modo per vendicarsi dell'indifferenza o della cattiveria di amici e parenti:costoro saranno costretti a vivere tutta la loro vita, portandosi dietro il peso insostenibile della colpa e del rimorso. Spesso, con la propria morte, il suicida vuole colpire la persona che più l'ha fatto soffrire in vita: può trattarsi di un genitore, del partner, del gruppo di amici, di un ex fidanzato/a. Ma dietro alla rabbia, c'è sempre una richiesta d'amore: l' aspirante suicida spera di ottenere con la sua morte quell' affetto e quella considerazione che non è riuscito ad ottenere da vivo.

Il suicidio come mezzo per ricongiungersi con una persona amata.
Chi soffre tantissimo per la morte di una persona cara, può decidere di porre fine alla propria esistenza per poter ricongiungersi con l'amato/a nell'aldilà.

Chi si suicida non vuole veramente morire: vuole solo porre fine ad un dolore insopportabile. Ma quando si è disperati, non si vedono le cose in un modo obiettivo: si pensa che perché il passato è stato brutto e il presente è duro, il futuro sarà altrettanto solitario e privo di amore. Ma nella vita tutto può cambiare, non bisogna mai perdere la speranza. Chi pensa al suicidio vede nella morte la soluzione ai propri problemi, ma il suicidio non è la risposta.

Inserito il 01 novembre 2005 alle 14:22:36 da torremozza.  0/5

non si sa mai perchè queste cose succedono. Magari sarebbe bastato un secondo in più per avere un pensiero positivo, intravedere un'immagine piacevole a quel momento per scansare l'atto e vedere la sua vacuità.... Penso ai familiari, che adesso sono loro a soffrire psicologicamente, e dico solo non cercate di capire a quale momento c'è stato questo bivio o cosa si sarebbe dovuto fare a tale o tale momento... Non entrate anche voi nel vortice della disperazione vuota. Rimpiangete un'essere amato si, con tanto dolore si... ma i ricordi belli devono superare anche questi momenti di sofferenza... si dice (e si fa bene) che il tempo fa tanto e addolcisce ogni tristezza. Stringetevi nelle spalle anche se intorno tutto non va come si deve. Un giorno, una speranza, un giorno in più... Una mano lava l'altra... Sono tanti 'clicché', ma a certi momenti ci fanno aiuto.
Inserito il 04 novembre 2005 alle 13:23:16 da errebru.  0/5

Purtroppo di fronte a questi gesti si resta impietriti, soprattutto pensando al passato, ai pomeriggi passati insieme in piazza, alle uscite serali alla rotonda in compagnia di Maurizio, di Sergio, di Bruno. Ho passato con lui gli anni dell'adolescenza e insieme organizzammo la mia festa dei diciotto anni. Ricordi lontani ma sempre presenti nei miei pensieri di ragazzo taurisanese ed insieme a Maurizio molte volte si paralava dei nostri sogni e di quello che avremmo fatto da grandi...magari lontano da Taurisano. Poi la vita ci ha portato a seguire strade in fondo simili ma lontane nelle esperienze; è da anni che non lo vedevo anche perchè io frequento sempre meno Taurisano ma la notizia mi ha trafitto il cuore e mi ha rimandato di colpo indietro di 13 anni. La persona un tempo la conoscevo bene e mi sembra impossibile dare un epilogo del genere alla propria esistenza. Ciao Maurizio

Inserito il 11 novembre 2005 alle 16:07:46 da mari77.  0/5

Mi dispiace per questo ragazzo, non lo conoscevo ma posso solo dire che forse nessuno può sapere che cosa passa nella testa di una persona in quei momenti, magari un attimo prima ride e scherza e un attimo dopo ricomincia a pensare, perchè (bisogna dirlo) devi avere una forza enorme dentro a fingere di stare bene e poi dentro ti senti uno schifo. Forse giustifico ma non condivido!  

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